Chi sono
Dieci anni a guardare posti che si vendevano meglio di quanto valessero.
Poi sono tornato in uno che vale più di come si racconta.
Ho cominciato ad Alba, al liceo artistico, in un giro underground dove le cose
si facevano perché andavano fatte. Disegnavo. A diciannove anni sono partito per
l'Australia e non mi sono più fermato: Broome, la Gold Coast, un anno e mezzo su
un'isola in Thailandia durante il Covid, Ibiza, il Messico, il Costa Rica,
Chiang Mai. In mezzo, il Master in Food Innovation a Pollenzo.
Ho lavorato in locali mediocri raccontati benissimo, con la fila fuori, e in
locali che valevano il doppio e non li trovava nessuno. La differenza
non era la cucina. Era chi si prendeva la briga di raccontarli.
Mio padre coltiva grani antichi in permacultura sopra Dogliani. Da lui ho
imparato la cosa che uso ogni giorno: la qualità si fa vedere, e chi la spiega
di solito non ce l'ha.
Ho passato le ultime stagioni in cucina a Spotorno, con le cene tutte le sere.
So cosa vuol dire una stagione in cui non hai tempo di rispondere al telefono.
Il Golfo è il posto migliore in cui sono stato, e si racconta peggio di
tutti quelli che ho visto.
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